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METTERE IN SCENA WAGNER. OPERA E REGIA TRA OTTOCENTO E CONTEMPORANEITÀ

METTERE IN SCENA WAGNER. OPERA E REGIA TRA OTTOCENTO E CONTEMPORANEITÀ

a cura di Marco Targa e Marco Brighenti

 

Il dibattito sul problema della regia d’opera è sicuramente fra i più caldi che animano il mondo del teatro musicale di questi ultimi decenni e una posizione centrale di questo dibattito è occupata dal teatro wagneriano, nucleo generatore del concetto stesso di moderna regia teatrale. Da almeno un secolo infatti le opere di Wagner sono il nervo scoperto di ogni riflessione sulla regia d’opera: regista rivoluzionario egli stesso, autore di drammi dai profondi risvolti filosofici e politici, spesso ambigui, il genio di Lipsia è una vera e propria ‘calamita’ per i registi, che hanno trovato nei suoi drammi l’occasione per una rielaborazione radicale del concetto stesso di messinscena. […]
Il grande pubblico degli appassionati dell’opera wagneriana, che forse vive da qualche decennio uno spaesamento di fronte a messinscene sempre più ‘estreme’, troverà qui molti punti di riflessione e qualche nuova chiave di lettura, insieme a tante nuove domande che, come spesso capita in queste occasioni, finiscono per essere più delle risposte. Lo stimolo che ne deriva è però quello ad approfondire il proprio giudizio, a comprendere come ogni regia sia frutto di scelte che devono anzi tutto essere meditate e messe ‘in serie’, come ci ha ricordato Jean-Jacques Nattiez nella prolusione che ha aperto il convegno. L’auspicio dunque è che il lettore, dopo essersi immerso nella lettura, possa andare a teatro con più stumenti critici, per formarsi un giudizio consapevole e articolato.

 

ISBN: 9788870969795

pagine: XII+268

dimensioni: 17*24 cm

SPILLA

SPILLA

 

Diametro: 3,8 cm

DÈI SENZA OLIMPO

DÈI SENZA OLIMPO

Siamo nel ‘700, in una Napoli e in una Europa che trabocca di musica. In questo “secolo d’oro” che insegue la bellezza e sprofonda nel barocco, s’inserisce la dolorosa esperienza delle “voci d’angelo”, quei castrati che, attraverso una brutale operazione, fin da fanciulli erano destinati al canto. L’aspettativa era una vita di ricchezze e onori, ma spesso si risolveva in una esistenza segnata da quella manipolazione che li indirizzava ad un avvenire senza ritorno. Perciò “Dèi senza Olimpo”, perché le pagine di questo libro ripercorrono l’esistenza di quei pochi che raggiunsero il successo e dei tanti che invece restarono travolti da problemi fisici, dagli insuccessi, dallo scoramento. Dunque chi erano, in sostanza, questi nuovi dèi? Da dove venivano? Quale era il segreto del loro successo? Chi riuscì ad abitare i più grandi teatri d’Europa? E chi invece lasciò tristemente la scena in silenzio e in solitudine? Le pagine di questo testo rispondono a tali domande, narrando di quei protagonisti, ma pennellando anche una intera epoca. Che durerà fino al 1870, quando la pratica della castrazione sarà bandita in tutta Italia, lasciando la fama di un Farinelli e tante violate esistenze.

 

Info libro

ISBN: 9788874212095
Pagine: 96
Misure: 14,5×21
Rilegatura: brossura

 

Dèi senza Olimpo

Sale

ROSSINI. L’ARTISTA, L’UOMO, IL MITO

ROSSINI. L’ARTISTA, L’UOMO, IL MITO

– tiratura limitata e numerata (esemplare “G”) –

 

Nel 150° anniversario dalla scomparsa del grande musicista pesarese e nel primo Anno Europeo del Patrimonio CulturaleUTET Grandi Opere pubblica un volume di pregio a tiratura limitata e numerata dal titolo Rossini. L’artista l’uomo, il mito con i testi del Professor Paolo Fabbri musicologo, grande esperto di Rossini e docente di Storia della Musica Moderna e Contemporanea presso l’Università di Ferrara.

Il volume, ideato in accordo con il Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane ed il Comune di Pesaro, è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Rossini e del Rossini Opera Festival.

Il volume racchiude la “voce” delle due massime istituzioni rossiniane: la Prefazione del Dottor Gianni Letta, Presidente della Fondazione Rossini il quale definisce l’opera come un “monumento” vero e proprio a Gioacchino Rossini e il saggio Rinascimento rossiniano del Professor Gianfranco Mariotti, oggi Presidente onorario ma precedentemente inventore e anima del Rossini Opera Festival, il quale descrive la straordinaria storia di quella Rossini Renaissance che ha riportato in vita e fatto conoscere in tutto il mondo quella che Mariotti definisce una “Atlantide sommersa”, ossia il tesoro disperso composto dalle opere del grande maestro.

Il testo portante dell’opera è il prezioso e inedito saggio di uno dei massimi musicologi viventi, esperto appassionato di Rossini: il Professor Paolo Fabbri.

Lo splendido apparato iconografico esaltato dalla qualità della stampa e dall’eccezionale formato (cm 32×42) è costituito da: fotografie di scena, bozzetti di costumi, scenografie, lettere e spartiti autografi, ritratti, documenti storici. Buona parte di queste immagini, oltre che dalle citate istituzioni pesaresi e dall’Archivio Ricordi, provengono dalla straordinaria collezione privata di Sergio Ragni oggetto di apposita campagna fotografica da parte di Alfredo dagli Orti. Di particolare rilievo, le oltre 30 tavole stampate a parte e applicate a mano per dare massimo risalto alle immagini e ai documenti più importanti.