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METTERE IN SCENA WAGNER. OPERA E REGIA TRA OTTOCENTO E CONTEMPORANEITÀ

METTERE IN SCENA WAGNER. OPERA E REGIA TRA OTTOCENTO E CONTEMPORANEITÀ

a cura di Marco Targa e Marco Brighenti

 

Il dibattito sul problema della regia d’opera è sicuramente fra i più caldi che animano il mondo del teatro musicale di questi ultimi decenni e una posizione centrale di questo dibattito è occupata dal teatro wagneriano, nucleo generatore del concetto stesso di moderna regia teatrale. Da almeno un secolo infatti le opere di Wagner sono il nervo scoperto di ogni riflessione sulla regia d’opera: regista rivoluzionario egli stesso, autore di drammi dai profondi risvolti filosofici e politici, spesso ambigui, il genio di Lipsia è una vera e propria ‘calamita’ per i registi, che hanno trovato nei suoi drammi l’occasione per una rielaborazione radicale del concetto stesso di messinscena. […]
Il grande pubblico degli appassionati dell’opera wagneriana, che forse vive da qualche decennio uno spaesamento di fronte a messinscene sempre più ‘estreme’, troverà qui molti punti di riflessione e qualche nuova chiave di lettura, insieme a tante nuove domande che, come spesso capita in queste occasioni, finiscono per essere più delle risposte. Lo stimolo che ne deriva è però quello ad approfondire il proprio giudizio, a comprendere come ogni regia sia frutto di scelte che devono anzi tutto essere meditate e messe ‘in serie’, come ci ha ricordato Jean-Jacques Nattiez nella prolusione che ha aperto il convegno. L’auspicio dunque è che il lettore, dopo essersi immerso nella lettura, possa andare a teatro con più stumenti critici, per formarsi un giudizio consapevole e articolato.

 

ISBN: 9788870969795

pagine: XII+268

dimensioni: 17*24 cm

L’ARTE DI KARAJAN. UN PERCORSO NELLA STORIA DELL’INTERPRETAZIONE

L’ARTE DI KARAJAN. UN PERCORSO NELLA STORIA DELL’INTERPRETAZIONE

a cura di Alberto Fassone

 

L’idea che presiede alla nascita della presente silloge di saggi è quella di dipanare la matassa del fenomeno “Karajan” a partire proprio dalla sua arte interpretativa, ricostruita sulla scorta delle innumerevoli registrazioni in studio (audio e video) lasciateci dal direttore (più di 1500); l’ausilio offerto per l’analisi empirica da mezzi tecnologici modernissimi come il Sonic Visualizer offre agli studiosi la possibilità di basare la loro interpretazione e valutazione estetica su un fondamento oggettivo  […]. L’assenza o perlomeno la marginalizzazione […] della dimensione estetica, vale a dire della valutazione artistica del lascito di Karajan, è un fenomeno su cui occorre interrogarsi seriamente. Il connubio di arte e tecnologia, di musica e mercato, la costruzione di un’immagine autocratica non necessariamente simpatica da parte di un artista il cui potere, a partire dagli anni Sessanta, fu tale da guadagnargli l’epiteto di “Generalmusikdirektor d’Europa”, spiegano come proprio il punto di partenza di Karajan, la musica e la sua interpretazione e diffusione tramite il disco, abbia finito negli anni Settanta e Ottanta per essere travolto dal fenomeno “Karajan” nel suo complesso.  Essendo Karajan stesso l’origine di questa solo apparente scorporazione, va detto con chiarezza che si annida qui un pericolo assai grave, fomite di fraintendimenti e distorsioni a livello di storia della ricezione. Sarebbe infatti del tutto errato e fuorviante opporre, nella considerazione della complessa personalità artistica di Karajan, la dimensione tecnologica a quella artistica, proprio perché, nella visione del direttore austriaco, questa diade è in realtà un’unità inscindibile. […]

 

ISBN: 9788870969672

pagine: X+399

dimensioni: 17*24 cm

DÈI SENZA OLIMPO

DÈI SENZA OLIMPO

Siamo nel ‘700, in una Napoli e in una Europa che trabocca di musica. In questo “secolo d’oro” che insegue la bellezza e sprofonda nel barocco, s’inserisce la dolorosa esperienza delle “voci d’angelo”, quei castrati che, attraverso una brutale operazione, fin da fanciulli erano destinati al canto. L’aspettativa era una vita di ricchezze e onori, ma spesso si risolveva in una esistenza segnata da quella manipolazione che li indirizzava ad un avvenire senza ritorno. Perciò “Dèi senza Olimpo”, perché le pagine di questo libro ripercorrono l’esistenza di quei pochi che raggiunsero il successo e dei tanti che invece restarono travolti da problemi fisici, dagli insuccessi, dallo scoramento. Dunque chi erano, in sostanza, questi nuovi dèi? Da dove venivano? Quale era il segreto del loro successo? Chi riuscì ad abitare i più grandi teatri d’Europa? E chi invece lasciò tristemente la scena in silenzio e in solitudine? Le pagine di questo testo rispondono a tali domande, narrando di quei protagonisti, ma pennellando anche una intera epoca. Che durerà fino al 1870, quando la pratica della castrazione sarà bandita in tutta Italia, lasciando la fama di un Farinelli e tante violate esistenze.

 

Info libro

ISBN:9788874212095
Pagine:96
Misure:14,5×21
Rilegatura:brossura

 

Dèi senza Olimpo

Sale

ROSSINI. L’ARTISTA, L’UOMO, IL MITO

ROSSINI. L’ARTISTA, L’UOMO, IL MITO

– tiratura limitata e numerata (esemplare “G”) –

 

Nel 150° anniversario dalla scomparsa del grande musicista pesarese e nel primo Anno Europeo del Patrimonio CulturaleUTET Grandi Opere pubblica un volume di pregio a tiratura limitata e numerata dal titolo Rossini. L’artista l’uomo, il mito con i testi del Professor Paolo Fabbri musicologo, grande esperto di Rossini e docente di Storia della Musica Moderna e Contemporanea presso l’Università di Ferrara.

Il volume, ideato in accordo con il Comitato promotore delle celebrazioni rossiniane ed il Comune di Pesaro, è stato realizzato con la collaborazione della Fondazione Rossini e del Rossini Opera Festival.

Il volume racchiude la “voce” delle due massime istituzioni rossiniane: la Prefazione del Dottor Gianni Letta, Presidente della Fondazione Rossini il quale definisce l’opera come un “monumento” vero e proprio a Gioacchino Rossini e il saggio Rinascimento rossiniano del Professor Gianfranco Mariotti, oggi Presidente onorario ma precedentemente inventore e anima del Rossini Opera Festival, il quale descrive la straordinaria storia di quella Rossini Renaissance che ha riportato in vita e fatto conoscere in tutto il mondo quella che Mariotti definisce una “Atlantide sommersa”, ossia il tesoro disperso composto dalle opere del grande maestro.

Il testo portante dell’opera è il prezioso e inedito saggio di uno dei massimi musicologi viventi, esperto appassionato di Rossini: il Professor Paolo Fabbri.

Lo splendido apparato iconografico esaltato dalla qualità della stampa e dall’eccezionale formato (cm 32×42) è costituito da: fotografie di scena, bozzetti di costumi, scenografie, lettere e spartiti autografi, ritratti, documenti storici. Buona parte di queste immagini, oltre che dalle citate istituzioni pesaresi e dall’Archivio Ricordi, provengono dalla straordinaria collezione privata di Sergio Ragni oggetto di apposita campagna fotografica da parte di Alfredo dagli Orti. Di particolare rilievo, le oltre 30 tavole stampate a parte e applicate a mano per dare massimo risalto alle immagini e ai documenti più importanti.

IL SOLE NELLA VOCE (LUCIANO PAVAROTTI)

IL SOLE NELLA VOCE

 

Il racconto iconografico della lunga carriera che ha reso Pavarotti uno degli artisti più conosciuti ed amati al mondo. Dal debutto nell’opera ai grandi concerti all’aperto, nell’intento di rendere la lirica nuovamente “patrimonio di tutti”.  Nella prima parte del volume, il capitolo L’Opera restituisce le immagini di Pavarotti in tutti i ruoli interpretati sul palcoscenico (ben 29), riferendo spesso anche i pensieri e le annotazioni personali del tenore medesimo sul personaggio; nel capitolo Fuori dal coro si esplicita il passaggio in cui Pavarotti ha condotto l’opera oltre gli ambiti tradizionali nella missione di renderla popolare – andando ad incontrare sterminate platee nei parchi, nelle arene, in grandi spazi aperti. Una scelta, per l’appunto, spesso “fuori dal coro”, di nuovo narrata attraverso il racconto del tenore; l’apertura verso “le masse” ha conferito a Pavarotti una dimensione globale, trasversale, foriera di tanti importanti incontri, un Grande tra i grandi del mondo, come riportano le lettere e le testimonianze di molti di essi; infine, la Biografia descrive tutto il percorso artistico e le tappe più salienti della carriera.

Le immagini della galleria fotografica sono di © Gianluca Naphtalina Camporesi per la Fondazione Luciano Pavarotti.

 

EDIZIONE IN TIRATURA LIMITATA DI 1.000 ESEMPLARI (fino ad esaurimento scorte)

 

Lingua: italiano

Pagine: 260 pagine

Dimensioni del volume: 22 * 31 * 3 cm

ODETTE NICOLETTI ALLA SCALA

ODETTE NICOLETTI ALLA SCALA

A cura di Vittoria Crespi Morbio

 

Artista dalla duplice formazione, cresciuta fra gli ideali del teatro d’avanguardia e la pratica di forbici e stoffe in sartoria, Odette Nicoletti ha percorso in tanti spettacoli un cammino personalissimo, che l’ha resa una costumista di riferimento nel teatro italiano. Disegnatrice di elegante nitore, si svincola dalla filologia del costume storico per approdare a una propria reinvenzione di atmosfere e suggestioni. Il legame con Roberto De Simone e Mauro Carosi la porta più volte alla Scala, dove lascia un segno commisto di accanita incisività e svagata poesia: un teatro, il suo, in cui la sorpresa agisce non solo come risorsa tecnica e linguistica, bensì come causa finale.

 

Editore: Amici della Scala – Grafiche Step Editrice

Testo: italiano

Pagine: 189

Formato:  12,7 * 17,6 cm

FABRIZIO CLERICI ALLA SCALA

FABRIZIO CLERICI ALLA SCALA

A cura di Vittoria Crespi Morbio

 

Artista visionario, creatore di fantasmagorie, Fabrizio Clerici (1913-1993) tradisce una dimensione teatrale in tutta la sua pittura, palcoscenico dove si rappresentano un passato sontuoso, miti, vestigia enigmatiche, “cose” e presenze indagate con l’amore bizzarro del collezionista. Nel dopoguerra Clerici sceglie di dedicarsi esplicitamente al teatro: alla prosa, alla musica, alla danza. Alla Scala mette in scena opere fuori dal repertorio battuto, regalando alla musica di Cesti, di Cherubini, di Busoni, di Britten la materia viva e umida delle sue vegetazioni misteriose, ma anche lo splendore ironico e festoso della luce mediterranea. Una gloriosa epifania del visibile, sempre «al servizio dell’invisibile», come scrisse Leonardo Sciascia.

 

Editore: Amici della Scala – Grafiche Step Editrice

Testo: italiano

Pagine: 175

Formato:  12,7 * 17,6 cm